Al via il progetto “Per un distacco equo e responsabile”

Pubblicato il 10/06/2015, da Giovanna Carosielli

In Belgio il primo seminario del progetto “Per un distacco equo e responsabile”
Ostend (Belgio) 10-13 Marzo 2015

OstendDal 10 al 13 marzo 2015 si è tenuto, ad Ostend, in Belgio, il primo seminario di un importante progetto, di durata biennale, promosso ed organizzato dal sindacato edile francese FNSCBA CGT, finanziato dall’Unione Europea e volto a migliorare gli strumenti di informazione e di tutela in favore dei lavoratori distaccati, mediante la partecipazione di tre rappresentanti sindacali operanti nel settore edile e di un funzionario ispettivo per ciascuno dei sei Paesi membri dell’Unione Europea coinvolti, ovverosia Francia, Belgio, Spagna, Germania, Italia e Bulgaria.

Infatti, poiché il distacco transfrontaliero dei lavoratori costituisce, ancora oggi, un’occasione per operare fenomeni di dumping sociale spesso realizzato a detrimento dei loro diritti, è opportuno riflettere su quali possano essere le migliori informazioni che i prestatori di lavoro ricevono nel Paese di origine, nonché, una volta operanti nel Paese ospitante, individuare le migliori tutele per garantire i loro diritti, facendo proficuo scambio delle buone prassi eventualmente sviluppatesi in ciascuno dei predetti Paesi coinvolti nel progetto.

In ragione della scarsa informazione che, molto spesso, i lavoratori ricevono, considerato che entro giugno 2018 i Paesi membri dovranno attuare la direttiva enforcement 2014/67 emanata per rendere effettiva la tutela ai lavoratori distaccati già contemplata dalla direttiva 96/71, l’obiettivo principale del progetto consiste quindi nel realizzare una rete comune di informazioni innanzitutto fra gli operatori sindacali ed ispettivi, affinché la reciproca conoscenza dei fenomeni maggiormente diffusi, rispettivamente, nei Paesi di origine e di invio, abbia ricadute positive nei confronti dei lavoratori occupati nell’esecuzione di una prestazione transnazionale di servizi, in un distacco europeo infragruppo ovvero somministrati in un altro Paese comunitario.

Nel corso del primo incontro – cui ha preso parte, per la nostra Associazione, Giovanna Carosielli, Ispettore del lavoro in servizio presso la DTL di Bologna – è stata illustrata la disciplina europea in materia di normativa applicabile alle prestazioni lavorative con elementi di internazionalità, caratterizzata da una significativa complessità dovuta anche alle differenti discipline, di tipo giuslavoristico e fiscale, dei 28 Paesi membri, nonché dalla difficoltà di raggiungere un equilibrio tra il diritto di prestazione di servizi, che molto spesso si fonda su un mero differenziale competitivo sui minori costi sociali e contributivi previsti nel Paese di origine del lavoratore distaccato, e la tutela accordata ai lavoratori distaccati, i cui diritti essenziali in alcune materie tassativamente indicate devono essere rispettati a prescindere dalla legge applicabile al rapporto di lavoro, come sancito dalla direttiva 96/71. In questo senso, quindi, la direttiva 2014/67 si è posta il problema del contrasto alle frodi della normativa inderogabile mediante falsi distacchi transnazionali, fornendo una serie di elementi fattuali che devono essere complessivamente considerati nella valutazione della genuinità dell’operazione transnazionale compiuta, relativi all’impresa distaccante – che deve svolgere un’autentica attività imprenditoriale e non risolversi in una mera impresa “casella postale” – ed al lavoratore distaccato, con cui il datore di lavoro deve avere un effettivo rapporto di lavoro. Altresì, la direttiva enforcement, al fine di offrire una reale garanzia dei diritti dei lavoratori coinvolti, autorizza gli Stati membri a prevedere misure per agevolarli nel recupero del proprio salario netto – anche mediante l’attivazione del sindacato cui siano iscritti – nonché a disciplinare una responsabilità solidale per i trattamenti retributivi dei lavoratori applicabile nelle filiere contrattuali, in cui è più facile eludere la normativa inderogabile, rafforzando il meccanismo di scambio di informazione e di cooperazione amministrativa fra gli organi di controllo degli Stati membri.

Altresì, l’incontro è proseguito con l’illustrazione della legge Savary del 10 luglio 2014, n. 790 per la lotta contro la concorrenza sociale sleale, nei fatti attuativa della direttiva 2014/67. In estrema sintesi, la normativa d’oltralpe si caratterizza per la previsione di obblighi informativi e di controllo a carico del committente e nella conservazione del vincolo solidale anche nelle catene di appalti. Infatti, le imprese esecutrici di prestazioni di servizi in Francia devono dichiarare all’Ispettorato del lavoro territorialmente competente i nominativi dei lavoratori operanti nel cantiere e designare un rappresentante dell’impresa sul territorio nazionale, con cui le Autorità di vigilanza interagiscono durante l’accertamento. Peraltro, sul committente, e/o imprenditore in caso di sub-affidamento che abbia rapporti diretti con l’impresa distaccante, grava l’obbligo di vigilanza sull’invio della comunicazione e della designazione, nonché su una sistemazione decorosa per i dipendenti occupati nel cantiere che il loro datore di lavoro deve assicurare. Un’ulteriore ipotesi di responsabilità del committente prevista dalla legge Savary consiste nell’obbligo di vigilanza sul rispetto, da parte del datore di lavoro, di una serie di obblighi in favore dei lavoratori distaccati nel cantiere, laddove la pubblicazione per due anni, in un sito internet gestito dal Ministero del lavoro, della sentenza definitiva di condanna per gravi violazioni sulle condizioni di salute e sicurezza, normative e retributive dei lavoratori realizzate da un’azienda distaccante dovrebbe informare i committenti sull’inaffidabilità di alcuni partner commerciali. Di sicuro interesse è la novità prevista per le organizzazioni sindacali, che possono agire legalmente in favore di un lavoratore, anche senza il suo consenso ma previa sua informazione e fatto salvo il suo diritto di intervenire nel giudizio promosso dai sindacati, ovvero di deciderne la cessazione in qualsiasi momento.

Il seminario è terminato con l’illustrazione del progetto di cooperazione franco-belga riguardante lo scambio di informazioni tra gli organi amministrativi nonché con una visita presso il rigassificatore di Dunkerque, in cui hanno operato circa 1800 lavoratori distaccati, potendo interloquire con l’appaltatore principale ed affrontare alcune questioni legate alla sicurezza dei lavoratori ivi occupati, i controlli preventivi e successivi effettuati dall’appaltatore nei confronti dei subcontraenti, nonché i profili di responsabilità solidale per i trattamenti retributivi in favore dei lavoratori impegnati nella filiera contrattuale.

Il progetto è proseguito in un secondo incontro svoltosi dal 19 al 21 maggio 2015 ad Anversa, in cui ciascuna delegazione sindacale ha illustrato il volantino informativo per i lavoratori distaccati redatto nella lingua nazionale, da diffondere prima della partenza e durante la loro attività lavorativa: infatti, poiché una delle difficoltà principali attiene proprio alla scarsa informazione dei lavoratori sulla natura e le caratteristiche del distacco, sui loro diritti e sulle rivendicazioni che possono indirizzare al proprio datore di lavoro e/o al committente, particolare attenzione è stata posta sul contenuto dei volantini, in merito ai quali i partecipanti hanno approfonditamente discusso su quali e quante informazioni debbano contenere, sulla loro attualità e semplicità di comprensione, sulla loro diffusione – non solo in cantiere, ma anche utilizzando i social network per poter raggiungere un numero maggiore di lavoratori – e sull’opportunità di prevedere dei questionari che i prestatori d’opera possono compilare in forma anonima, per instaurare un primo contatto con loro e verificare il loro livello di conoscenza della normativa del Paese ospitante. Quest’ultimo progetto è in fase di elaborazione in Belgio, il cui sistema di accertamento sulla genuinità del distacco è stato illustrato da un funzionario ispettivo, con una particolare attenzione ai fenomeni irregolari più diffusi, consistenti nel distacco fraudolento, mediante aziende “casella postale”, invio di lavoratori non sussistendone i presupposti, false attestazioni del modello A1 e annotazione di un numero inferiore di ore lavorative rispetto a quelle effettive. Il Belgio, infatti, è uno dei Paesi ospitanti con il più alto numero di lavoratori distaccati e nel corso degli anni le sensibilità degli organi di vigilanza e delle organizzazioni sindacali si sono indirizzate verso un affinamento tanto delle tutele dei lavoratori quanto della verifica della correttezza giuridica e sostanziale delle operazioni commerciali poste in essere.

Altresì, una sindacalista finlandese ha esposto il caso C 396/13 deciso dalla CGUE lo scorso 12 febbraio, relativo al riconoscimento delle tariffe minime salariali in favore di 186 lavoratori polacchi distaccati in Finlandia, per il tramite del sindacato finlandese, cui i predetti prestatori d’opera avevano ceduto il proprio diritto di credito, e che costituisce un importante leading case nella tutela dei lavoratori distaccati. Il secondo seminario si è concluso con la visita al sito petrol-chimico a Beveren, nei pressi del porto di Anversa, in cui è stato possibile parlare con alcuni lavoratori rumeni, portoghesi ed un lavoratore autonomo polacco, le cui rispettive situazioni professionali hanno evidenziato alcune significative riduzioni dei loro diritti, nonché una sostanziale non conoscenza, in capo ai lavoratori, delle condizioni normative che disciplinano il loro distacco e dei diritti stabiliti in loro tutela, rendendo ulteriormente imprescindibile la costruzione di una piattaforma comune in cui operare lo scambio di informazioni sulle manifestazioni del distacco che vengono adottate nei vari Paesi. A tal proposito, interessante è stato l’intervento della delegazione polacca – in quanto la Polonia costituisce uno dei principali Paesi di invio di lavoratori distaccati – che ha esposto una sommaria descrizione della normativa polacca sulle società che inviano lavoratori, non tralasciando altresì di menzionare le difficoltà che il sindacato incontra nell’informare preventivamente i lavoratori del contenuto delle operazioni in cui sono coinvolti.

Ed infatti, proprio a Varsavia il 7 e l’8 settembre 2015 si svolgerà il terzo incontro del progetto.

Giovanna Carosielli

 

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