Il Progetto per un Ministero forte

Pubblicato il 09/10/2013, da Paolo Vettori

La riorganizzazione dell’Amministrazione del Lavoro in salsa francese

Palazzo dell'Eliseo a ParigiNel momento in cui, qua da noi, si sta avvicinando la riorganizzazione delle strutture centrali e territoriali del Ministero del Lavoro, può essere tutt’altro che superfluo guardare a ciò che avviene in Francia, il Paese europeo a noi più vicino, e non solo geograficamente.
Il 19 settembre scorso, più o meno negli stessi giorni in cui il Ministro Giovannini battezzava un nuovo disegno di riorganizzazione ministeriale, il suo omologo parigino presentava ufficialmente il “progetto per un Ministero forte”.
Per chi fosse interessato a conoscere nei dettagli il progetto francese, si è ritenuto opportuno pubblicare, su questo stesso sito, le diapositive predisposte dall’INTEFP (la “Scuola” dell’Amministrazione del Lavoro transalpina) per illustrare il percorso che ha portato al progetto e le sue linee guida.

Mi limiterò, qua, a pochissime considerazioni di carattere generale.
La prima riguarda la genesi del progetto, che è nato come risposta alla crisi occupazionale che ha investito anche la Francia, seppur in misura minore rispetto agli altri Paesi mediterranei dell’Unione.
Il che ha spinto le Parti Sociali a richiedere concordemente un potenziamento dell’attività delle strutture pubbliche impegnate sul fronte dell’occupazione e del lavoro. Mi sembra giusto sottolineare quest’aspetto, in quanto il progetto, presentato a settembre dal Ministro, è il frutto di un confronto con le Confederazioni sindacali e imprenditoriali, ma anche di una consultazione del personale impegnato sul territorio, avviata a seguito del messaggio del Ministro del 19 dicembre 2012 e che ha visto la partecipazione attiva di tremila operatori, ispettivi e non.
Si è così arrivati alla stesura di un progetto che, per quanto suscettibile di ulteriori integrazioni, presenta comunque una sua organicità.

Venendo agli aspetti contenutistici, esso può essere ricondotto, in estrema sintesi, a due direttrici fondamentali:

  1. interventi relativi ai Servizi per l’Impiego, che in Francia fanno ancora capo al Ministero del Lavoro; in proposito viene posto l’accento sulla necessità di inserire l’azione dei servizi ministeriali per l’impiego in una strategia regionale quadripartita, a cui concorrano i quattro soggetti interessati: le organizzazioni sindacali dei lavoratori, quelle dei datori di lavoro, i Poteri Regionali e locali e infine lo Stato.
    In termini concreti, questa strategia si traduce in un’ulteriore sottolineatura del ruolo delle “DIRECCTE”, le Direzioni Regionali per l’Impiego e per il lavoro che dal 2009, a seguito della riforma voluta dall’allora Presidente Sarkozy, coordinano, in ambito regionale, l’attività degli organi statali operanti nelle materie del lavoro e dell’economia.
  2. interventi in materia di ispezione del lavoro; a questo proposito due sono le scelte fondamentali, ovvero da un lato la conferma del carattere generalista e territoriale dell’ispezione (accompagnata però da un potenziamento delle strutture organizzative a supporto dell’azione ispettiva) e dall’altro il superamento, nell’arco di dieci anni, della tradizionale bipartizione tra ispettori e agenti di controllo, per arrivare, a regime, all’unico profilo professionale dell’ispettore del lavoro.
    Per quanto riguarda quest’ultima scelta, mi sia consentito sottolineare (con una punta di legittimo orgoglio nazionale) che, per una volta, l’Italia ha anticipato i “cugini d’Oltralpe”, in quanto l’affermazione di un unico profilo professionale degli ispettori è diventata, qua da noi, realtà già da qualche anno, con il superamento del vecchio profilo degli “addetti alla vigilanza”.
    Ultimo -ma certo non per importanza- elemento su cui richiamare l’attenzione si riferisce al peso, attribuito dal progetto del ministro Francese, alla leva della formazione/aggiornamento del personale, che va a toccare trasversalmente tutti gli interventi previsti, dalla politica per l’impiego sino all’ispezione del lavoro, dove, per fare un solo esempio, viene messo in cantiere un processo di riqualificazione che, nell’arco di tre anni, dovrebbe portare alla promozione di 540 agenti di controllo al profilo degli ispettori del lavoro.

Del resto non c’è da stupirsi, se si considera che, da sempre, l’Amministrazione transalpina ha investito molto sulla formazione e sul continuo aggiornamento del proprio personale e proprio qua risiede, con ogni probabilità, il “segreto” del buon livello dei servizi garantiti in Francia dalla PA. Non fa eccezione il Ministero del Lavoro, che dispone di una sua struttura formativa, l’INTEFP, articolata in una sede centrale a Lione – attrezzata per tutte le attività seminariali di durata almeno settimanale, ivi compresi ovviamente i corsi di formazione destinati al nuovo personale – e in sei centri interregionali, per tutte le attività di aggiornamento di durata non superiore ai tre giorni.
Pur avendo ben presente la differenza tra i due Paesi – che non censente certo una trasposizione automatica in Italia dell’esperienza francese – ritengo comunque che il progetto presentato a Parigi dal Ministro del Lavoro (intitolato, non a caso, “per un Ministero forte”) offra spunti non banali al dibattito che si sta sviluppando, qua da noi, attorno al disegno di riorganizzazione del ministro Giovannini.

Paolo Vettori

Brescia, 4 Ottobre 2013


Slides introduttive al progetto francese “Un ministère fort” (in PDF) »

 

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