La Croazia è il 28esimo Stato membro della UE

Pubblicato il 01/07/2013, da Paolo Vettori

La Croazia è entrata ufficialmente nell’Unione Europea.
Il Paese è il 28esimo Stato membro. Festeggiamenti a Zagabria. Ma a preoccupare ora è la crisi.

Le strade invase da migliaia di persone. Così la Crozia ha festeggiato nella notte del 30 giugno in suo ‘ultimo giorno’ di storia prima dell’ingresso ufficiale, il 1° luglio, come 28esimo Paese membro dell’Unione europea. Un obiettivo raggiunto dopo 10 anni di lunghe e difficili riforme che hanno portato a una radicale democratizzazione e liberalizzazione della società croata.

La festa centrale si è tenuta sulla piazza principale di Zagabria, dove davanti a circa 30 mila persone e 170 ospiti stranieri, presidenti, premier e ministri provenienti da tutti i Paesi dell’Ue e di quelli della regione balcanica, si sono esibiti 700 artisti, musicisti e ballerini.

NEL PAESE L’INTERA DIRIGENZA DELL’UE
Presente al completo l’intera dirigenza dell’Unione europea – Herman Van Rompuy, Jose Manuel Barroso e Martin Schulz – a rappresentare l’Italia vi erano il presidente della repubblica Giorgio Napolitano e il ministro degli esteri Emma Bonino.

UN PAESE GIOVANE E MODERNO
Con canti, cori, concerti e balletti classici e moderni, intrecciati a una presentazione del patrimonio culturale e folcloristico nazionale, si è voluto presentare la Croazia come un Paese giovane e moderno, pronto ad unirsi alla famiglia europea, ma che al contempo con la sua storia, cultura, tradizione e arte fa parte dell’Europa da sempre.
A mezzanotte le chiese della capitale croata hanno suonato le campane a festa. Le tivù hanno trasmesso in diretta la cerimonia in cui i ministri delle Finanze sloveno e croato hanno abolito i controlli doganali a un valico di confine tra le due ex repubbliche jugoslave, mentre alla frontiera con la Serbia il capo della polizia croata ha scoperto una tabella con la scritta ‘Unione Europea’.

APERTE NUOVE OPPORTUNITÀ
«Questo giorno ci dà una nuova speranza e ci apre nuove opportunità che potremo realizzare se ci impegneremo tutti insieme», ha detto nel suo discorso il presidente croato Ivo Josipovic. «L’Europa unita fu creata come un progetto di pace, contro le guerre, e oggi essa è simbolo di pace e di solidarietà», ha aggiunto.

Un negoziato lungo sei anni
La Croazia è la seconda – e per adesso ultima – delle sei Repubbliche che componevano la vecchia Federazione jugoslava socialista, a essere entrata dell’Unione Europea. Prima di lei la Slovenia che ha fatto il suo ingresso nel 2004. Per Zagabria, invece, c’è voluto un negoziato lungo sei anni. Ora il Paese ha di certo molto da festeggiare, ma non mancano le preoccupazioni. L’ingresso nell’Ue è un di certo un successo e una conquista ma sono anche tante le sfide che il Paese è chiamato a cogliere. Alcune molto complesse.

IN RECESSIONE PER IL QUINTO ANNO
A partire da quella economica: la Croazia infatti è in recessione per quinto anno consecutivo, con un tasso di disoccupazione del 20%, con 300 mila persone senza lavoro – uno tra i più alti in Europa.
Anche la spesa pubblica, nonostante una politica di austerità e una severa disciplina fiscale, continua a pesare troppo sui dati macroeconomici della Croazia. Per questo Bruxelles non toglie gli occhi di dosso a Zagabria, anzi ha già colto l’occasione per ricordare che il debito pubblico croato è ora al 54%, e nel 2014 potrebbe facilmente superare la soglia del 60%.

LA PROCEDURA D’INFRAZIONE PER DEFICIT
Anche il deficit pubblico per il 2013 è considerato già fuori dalle regole europee (è calcolato al 4,7% e il tetto imposto dall’Ue è del 3%).
Insomma se i ‘numeri’ non dovessero accompagnarla, una delle prima tappe ‘europee’ di Zagabria potrebbe essere proprio l’apertura di una procedura di infrazione per deficit eccessivo.

Lunedì, 01 Luglio 2013

Articolo integrale riportato dal Blog www.lettera43.it »

 

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